INTRODUZIONE AYURVEDA

Il termine Ayurveda deriva dall’unione della parola “Ayus” che significa Vita e dalla parola “Veda” che è la conoscenza, quindi Ayurveda è conoscenza della vita, ma la traduzione che viene ritenuta più appropriata è “conoscenza dell’arte di vivere”.  Nella Charaka Samhita, uno dei testi classici della medicina Ayurvedica insieme alla Susruta Samhita e all’Astanga Hrdaya, l’autore scrive: “E’ chiamata Ayurveda quella scienza che descrive tipi di vita utili e dannosi, felici ed infelici, che descrive ciò che è utile o dannoso per la vita, le misure della vita e la vita stessa”.

“I conoscitori considerano questa Scienza della Vita la più sacra, in quanto è utile per il genere umano in questa vita e nell’altra”.  (C.S., Sutrastana, I , 41e 43)

La conoscenza dell’Ayurveda nei paesi occidentali è spesso limitata alle tipologie di trattamenti che vengono proposti ed effettuati presso i centri di benessere e bellezza, i quali presentano i trattamenti ayurvedici come tecniche di rilassamento e di bellezza, e sicuramente alcune hanno anche questa caratteristica, ma l’Ayurveda è ben altro, è una scienza medica vera e propria (riconosciuta a pieno titolo come “medicina tradizionale” dall’OMS - Organizzazione Mondiale della Sanità), e come tale prevede l’esistenza di un medico ayurvedico specializzato (Vaidya) che effettua una visita accurata, definisce la diagnosi e decide la cura più appropriata.

La visione metafisica del corpo e la metodologia per il mantenimento della salute psico-fisica nell’Ayurveda è concretizzata in uno studio pratico e dettagliato dell’essere umano attraverso un sistema di medicina completo che comprende diverse branche quali medicina interna (kayacikitsa), chirurgia (shalyatantra), oftalmotorinolaringoiatria (salakyatantra), tossicologia (agadatantra), ginecologia e pediatria (kaumara bhritya), scienza del ringiovanimento (rasayana) e psicologia (bhutavidya), le cui tecniche sono state analizzate, prese da esempio ed utilizzate ancora oggi nella medicina moderna.

Le terapie ayurvediche generalmente prevedono l’utilizzo di più metodi di cura: farmacologico,  terapia fisica attiva (yoga), passiva (trattamenti) e terapia alimentare; tutto ciò in modo da stabilire un’azione sinergica e maggiormente efficace, anche se non è escluso l’utilizzo di uno solo di questi metodi di cura associato ad indicazioni riguardanti lo stile di vita più adeguato al paziente ed alle problematiche che presenta.

Per quanto riguarda i trattamenti più semplici, essi possono essere anche gestiti individualmente ed autonomamente dal terapista ayurvedico, fermo restando che la consultazione medica iniziale è sempre consigliata.

Il principio secondo il quale viene prescritta la terapia è quello della ricerca e il mantenimento dell’energia costituzionale dell’individuo che viene a consulto, la quale è a sua volta il risultato della composizione delle tre energie, dette dosha, Vata, Pitta e Kapha che si manifestano in modo unico in ciascun individuo. Il concetto di dosha rappresenta un punto nodale nel pensiero ayurvedico.

Vata dosha, “l’aria che muove”, formato dagli elementi etere ed aria, manifesta il principio del movimento, la sua sede anatomica è la cavità pelvica e precisamente nell’intestino crasso e nel colon e governa le funzioni del sistema nervoso e circolatorio.

Pitta dosha, “il fuoco che trasforma”, formato dall’elemento fuoco e dall’acqua, manifesta il principio della trasformazione (inteso come digestione e metabolismo), la sua sede anatomica è nella cavità addominale, nella parte terminale dello stomaco e nell’intestino tenue, la sua azione governa il sistema digestivo e metabolico di tutti i tessuti e di qualsiasi livello (anche la digestione e la trasformazione dei pensieri).

Kapha dosha, “l’acqua rigogliosa”, formato dagli elementi acqua e terra è l’espressione del principio di solidità e sostegno ed ha sede nella cavità toracica, precisamente nei bronchi, la sua funzione governa principalmente il sistema endocrino ed immunitario, ma anche tutti i fluidi corporei.

Ogni dosha ha cinque subdoshache sono legati a specifici organi ed apparati e presiedono a ben definite funzioni sia fisiologiche che psicologiche.

La conoscenza dei subdosha permette al vaidya, in fase diagnostica, di meglio identificare lo squilibrio legato allo stato di malattia, per il terapista hanno grande importanza nel momento in cui attua la terapia, poiché grazie ad essi può comprendere in modo più compiuto le diverse reazioni del paziente.

Lo stile di vita imposto dalla società e dalla diversa esigenza di ogni individuo di aderirvi, la mancanza di contatto con la natura, l’alterazione dei ritmi di vita rispetto alla propria costituzione e le abitudini alimentari che non rispettano le necessità fisiologiche del sistema corpo/mente/spirito, sono la principale causa della maggior parte dei disturbi che se non corretti si aggravano e possono diventare patologie croniche. L’ayurveda attraverso la sua filosofia, i suoi trattamenti individualizzati e i preparati erboristici può aiutare l’individuo a riconoscere le necessità della propria costituzione e ritrovare equilibrio e benessere.